I TEMA

 

IL VALORE DELL'ATTO NELLA VERA PRESENZA

 

Tutti voi sapete, cari amici, quale sia la differenza tra una azione compiuta volontariamente, con intenzione e con la nostra approvazione, ed una compiuta per dovere o per necessità contingente, ma non riconosciuta, non scelta, non progettata da noi...

I risultati dimostrano con evidenza a noi e a tutti se in quella azione c'era vita e gioia oppure no.

In questa epoca in cui la DISATTENZIONE è la difesa migliore ad una vita che non capiamo più, a ritmi che ci stremano, ad incombenze che ci sovrastano, a situazioni che non abbiamo consapevolmente desiderato, facciamo tutti finta di non accorgerci dell’enorme differenza tra questi due modi di agire.

 

Eppure è ben vero che se ci ascoltiamo, ci sentiamo continuamente feriti dai gesti inconsapevoli e vuoti delle persone che ci stanno a fianco e che ci vogliono convincere che stanno "facendo questo per noi", ma noi sentiamo che quei gesti non possiedono energia, presenza, amore:

non ci troviamo dentro la loro autentica voglia di incontrarci e, a volte, ci troviamo dentro solo fastidio, frustrazione, fatica, negazione e comprendiamo che quell'atto, che a ben guardare risulta in effetti non ben riuscito, un pò buttato là, non scelto, forse neanche fatto nel momento opportuno...,

non viene dal cuore della persona che ci porta questo, ma ci comunica un suo disagio nell'essere in quel momento proprio lì davanti a noi, ci dice del suo inconsapevole rifiuto a se stesso, a quel momento che lo mette alla prova davanti a noi, alla Vita stessa che lo invita ad essere lì, dentro a quel gesto che Lei ha scelto di esprimere...

 

Se ci ascoltiamo e la smettiamo di difenderci, sentiamo bene come anche noi siamo esattamente così, con il corpo in un luogo e la testa in un altro, sembriamo qui ma desideriamo essere altrove, e come quasi tutte le nostre azioni siano povere e vuote di noi stessi, come siano senza energia e senza senso, come continuiamo ad insultare tutte le persone attorno a noi lanciando loro dei gesti che sono falsi, inutili ed inefficaci, perché non trasportano nulla di noi... 

 

Possiamo indagare nella qualità dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti, che sono spesso bufere di immondizia e frustrazione che buttiamo addosso alle persone che crediamo magari di amare...

 

Ed ecco che l'ansia aumenta in noi, la sensazione di non fare mai la cosa giusta, e mai abbastanza, e corriamo da una azione all'altra, annaspando nella frustrazione di sentire che non ci stiamo "realizzando", che nulla di quello che facciamo è quello che vorremmo fare....

 

"LIBERTA' E' FARE CON GIOIA CIÒ CHE C'E’ DA FARE"...

 

Guardiamo come agiscono i bambini: sono dentro l'azione che stanno compiendo con tutti loro stessi, credono veramente che tutto ciò che esiste in quel momento è DENTRO CIÒ che stanno facendo!

E che intensità possiamo sentire nel loro agire! che valore immenso in quel loro gesto...

Sentiamo la Vita che scorre attraverso di loro, sentiamo la ricchezza, la sacralità di quel piccolo e fugace gesto e ci rimane dentro la sensazione di aver ricevuto un dono quasi troppo grande per essere dedicato proprio a noi...

 

E così è. Un dono grande: nella loro sola Presenza si sente una luce che si rivolge proprio a noi e ci sentiamo di valore anche noi in quel momento. Ecco. Questo è ciò che fa la differenza.

 

Abbiamo una vita intera per permettere alla Vita di esprimersi attraverso di noi, dando valore a noi ed a ciascun altro essere, a cui dedichiamo la nostra autentica PRESENZA DI QUEL MOMENTO.

 

Non serve l'intenzione, né il progetto, serve FARE CON GIOIA E PARTECIPAZIONE IN OGNI MOMENTO CIÒ CHE C'E’ DA FARE, senza desiderare di poter fare altro od essere altrove...

 

E' solo l’inizio:

l'inizio di un nuovo modo di accogliere la Vita, un modo per rispettare la Luce che si trova nel centro di ciascuno, per amare e riconoscere il Valore di ogni momento che ci è dato da vivere.

Vi sembra poco?

Parliamone.

 

                                                    ***

 

II TEMA

 

 LA GUARIGIONE COME PERCEZIONE CORRETTA

 

  • Quando l'ego ti tenta con la malattia, non chiedere allo Spirito Santo di guarire il corpo..., chiedi piuttosto che ti insegni la giusta PERCEZIONE del corpo, perché solo la percezione può essere distorta.
  • Solo la percezione può essere malata, perché solo la percezione può essere errata.
  • L'errata percezione è il desiderio che le cose siano come non sono.
  • Ogni forma di malattia, fino alla morte, è espressione fisica della PAURA del risveglio. E' un tentativo di rinforzare il sonno che viene dalla paura del risveglio. La guarigione è la liberazione dalla paura di svegliarsi.
  • La decisione di svegliarsi è il riflesso della volontà di amare, perché ogni guarigione implica la sostituzione della paura con l'amore.
  • Se sei malato è perché ti stai ritirando da te stesso...
  • Quando ti limiti, avviene la malattia, che è un segno che la mente è divisa e non accetta un'unità di intenti... Ristabilire significato in un sistema di pensiero caotico è il modo per guarirlo...
  • Il tuo compito è solo di soddisfare le condizioni per trovare il SIGNIFICATO, poiché il significato stesso è di Dio.
  • Il tuo ritorno al SIGNIFICATO è l'essenziale.

    

     Ricorda: tu hai paura di ciò che sei, perché credi nella mancanza, che non esiste. 

     Solo perchè NON SAI COSA SEI.

 

***

 

III TEMA

 

LA SPERANZA DI UNA MENTE MALATA

 

Quando cominciamo a chiederci da dove vengano i nostri pensieri, scopriamo subito che vi sono quelli comuni e condivisi da tutti, e quelli diversi e personali.

In entrambi i casi essi derivano dalle ESPERIENZE che tutti noi abbiamo impresso nella nostra memoria e nel nostro bagaglio ereditario.

Queste esperienze hanno prodotto deduzioni e conclusioni che hanno formato in noi la certezza del significato e dello scopo delle cose...

Anche i sentimenti e le emozioni accompagnano e modellano il significato e lo scopo che noi diamo a tutte le cose. Si sono create così, nel tempo, delle associazioni di idee fisse e comunemente condivise sulla realtà.

Ne possiamo dedurre che sono le nostre esperienze passate che determinano il significato delle cose che vediamo attorno a noi: "vedo una tazza, un pettine, una sedia, una montagna, so le loro qualità, il loro uso, il loro senso, so che se tocco il fuoco brucia e se lascio cadere un bicchiere questo cade a terra e si rompe, so che mi è impossibile passare attraverso un muro...".

 

Ma allora cosa sappiamo delle cose che vediamo ORA, se non ciò che abbiamo conosciuto di esse nel PASSATO?

 

La nostra mente è colma di pensieri del passato.

Tutto ciò che percepiamo del mondo è un CONDIZIONAMENTO.

Nessuno in realtà vede qualcosa ORA, ognuno vede solo i propri pensieri del passato  (credenze, preconcetti) proiettati all'esterno.

Dunque i nostri pensieri e le nostre percezioni riguardo a tutto ciò che vediamo nel mondo non sono che ILLUSIONI, allucinazioni, rispetto alla realtà del momento.

I nostri pensieri non significano nulla: in verità noi non stiamo pensando, stiamo ospitando pensieri fissi già esistenti che si riflettono sul mondo esterno...

Il mondo che vediamo noi è una illusione e non ha alcun significato reale.

- A questo punto l'Ego cercherà di riempire immediatamente questo vuoto di significato con le proprie idee, altrimenti si scoprirebbe che l'ego stesso non esiste! -

Da qui nascono la Paura, l'ansia, la malattia.

 

...

 

 

Oltre queste illusioni però esiste una REALTA' ETERNA, oltre il sogno che stiamo proiettando, oltre il mondo immaginario che noi stiamo producendo con la nostra mente malata, esiste una MENTE senza separazione, oltre il tempo, nel Vero Presente, UNICA, INTEGRA, UNITA.

 

Ma noi, aspiriamo davvero a conoscere la Realtà oltre l'apparenza, oltre questo sogno di separazione e sofferenza che stiamo sognando?

La nostra mente malata può essere guarita e ritornare "a casa", all'unione con la MENTE REALE?

C'è una sola porta davanti a noi, anche se l'ego non riesce a vederla: quella è lo spiraglio da cui può arrivarci la Guarigione.

E' la porta del PRESENTE.

Chi di noi ha il vero desiderio di bussare a quella porta?

 

                                                      ***

 

    IV TEMA

 

IO STO SOGNANDO DI ESSERE IN ESILIO...

 

Tutto ciò che accade dentro a questo sogno non accade Realmente, seppure io lo percepisca come vero (vedi Matrix...)

Solo il ricordo di essere stato sveglio mi può liberare da questo stato di sonno.

Solo il desiderare interamente di ricordare la Realtà mi può svegliare e per arrivare a ciò devo voler eliminare la separazione dalla mia vera natura che io stesso ho fatto.

Ogni giorno ripeto la negazione della mia realtà eterna e scelgo di credere di essere limitato, separato, distante e credo agli dei che ho inventato nel tempo, seppure siano illusioni che non mi portano nemmeno gioia...

Nella Realtà oltre il Tempo, il Divino ha creato un UNICO FIGLIO e tutti noi siamo quel Figlio, le nostre menti non sono separate e non lo sono nemmeno da Lui, siamo dunque tutti un'UNICA COSCIENZA.

L'EGO ha creato in noi l'errata percezione di essere separati, l'illusione del tempo e di tutto ciò che non è eterno, della sofferenza e della malattia, che sono il risultato della negazione della Realtà e della nostra vera natura.

Quando nego il mio Valore eterno e scelgo di credere nell'illusione della separazione, scelgo di seguire i falsi dei che ho costruito, nasce la PAURA di aver dimenticato la Realtà, e nasce la malattia, cioè la paura che il mio potere possa essermi sottratto.

Ma tutto questo non è REALE e ha potere su di me SOLO se io scelgo di dargli ATTENZIONE.

RICORDARE E' ACCETTARE SOLO ciò che è ETERNO e la mia dedizione ad esso permette che il sogno e le false credenze della mia mente vengano disfatti insieme alla paura ed alla malattia.

Decido di ritornare alla Verità, come Truman (ricordi il film Truman show?), varco la porta.

Ascolto ed ACCETTO la Voce interiore che mi ricorda cosa è reale ed eterno, il vivere nel PRESENTE che E' reale ed eterno, lo spostare l'IDENTIFICAZIONE da ciò che credo essere nel tempo (ego) a ciò che sono realmente (la coscienza Unica, il Figlio Unico del Padre insieme a tutti).

Percepire la SCINTILLA guarirà, conoscere la Luce creerà.

Esiste una sola Volontà.

 

***

 

V TEMA

 

NON GIUDICARE PER NON ESSERE GIUDICATO

 

Non credo che questa frase voglia far riferimento alla legge del taglione (occhio per occhio...).

 

Ascolto dentro e rimango Presente. Ascolto e comprendo (cum prendo).

 

- Riconosco che tutto quello che vedo e vivo è il ricordo di esperienze passate, che non riesco a percepire la Realtà oltre questo SOGNO fatto solo da proiezioni di mie interpretazioni delle  mie esperienze passate... -

Riconosco che ogni mia proiezione, ogni mio pensiero, ogni mia reazione, sono il prodotto del mio giudizio personale sulle cose: in effetti fin da piccolissimo sono stato abituato a guardare il mondo separando quello che mi piace da quello che non mi piace, la mia stessa struttura mi induce a giudicare e scegliere ciò che mi conviene e rifiutare (sfuggire, rinnegare, trasformare) ciò che non facilita la mia sopravvivenza.

Il mondo stesso è fatto di elementi distinti ed opposti. Nulla è intero, completo ma solo una metà opposta all’altra metà di se stesso, YIN e YANG: luce ed ombra, bene e male, aperto e chiuso, gioia e dolore, odio ed amore, ricco e povero, grande e piccolo, più buono più cattivo... ecco, anche il linguaggio e la relazione sono spesso strutturati su AGGETTIVI i quali, per loro stessa natura, sono GIUDIZI che definiscono, caratterizzano, distinguono, in definitiva SEPARANO una cosa da un’altra. E nel passare del tempo si è affinata questa attività di giudicare allo scopo di separare, per esempio con gli aggettivi COMPARATIVI e il giudizio si è rafforzato con la condanna, il rifiuto...

 

Ma a cosa serve il giudizio? Certo, serve a confrontare e scegliere quello che è BENE e  rifiutare il male... secondo le mie convinzioni che derivano dalle idee che ho maturato sulla base delle esperienze del mondo, che è però solo una proiezione del mio personale bagaglio passato...?! Ops. C’è qualcosa che mi suona stonato... La Realtà in tutto questo dove si trova? E la Verità qual'è?

In questo mondo di opposti separati tutto si muove e cambia; quello che credevo Bene ieri può non esserlo più ora, il giorno diventa notte, le mie certezze sono ricordi di un passato che non trova più conferme ora... tutto è incompleto ed instabile...

 

Eppure la Realtà che interiormente SO CHE ESISTE è per sua natura COMPLETA, perfetta, unica e stabile.

 

Che senso ha continuare a credere nelle cose incomplete, che un momento sono buone e poi si trasformano in cattive, e che motivo ho per ritenerle l’una o l’altra cosa? Il Bene ed il Male sono del tutto relativi e personali, ed anche ciò che sembra un bene universale (ad esempio la difesa della vita biologica) può essere una visione ben miope di fronte alle leggi del destino di ciascuno, ed al vero senso della Vita...

 

Già so che il Presente è l'unica porta che mi si apre sulla Realtà, che mi unisce interiormente con una Verità unica e INTERA: in questa non trovo separazioni, perché non c’è giudizio, non c’è confronto, non c’è ricordo di un passato che non esiste più, che ORA NON HA ALCUN SENSO.

 

Dunque a cosa serve giudicare? A separare e scegliere. Se scegliere avesse un senso...

Scegliere è accogliere una metà per rifiutare l’altra. La Realtà dunque viene smembrata, divisa, stravolta...?

No. Questo è folle ed impossibile.

La Realtà è tale solo se è intera ed integra. E qui in questo mondo non esiste.

Questo è solo un sogno, la proiezione del mio stato disgregato, del mio pensiero malato.

 

La Realtà ESISTE fuori di qui. Fuori da questa bolla dentro cui sono addormentato e sto sognando.

 

- Posso uscire, posso svegliarmi e conoscermi. Posso far parte della Realtà, di nuovo. -

Posso comprendere ciò iniziando a non credere più alla separazione, a non giudicare più alcuna metà a scapito dell’altra metà: posso aspirare ad  ascoltare dentro SOLO ciò che è integro, accettando tutto, accogliendo tutto, riunendo in me tutte le metà senza giudizio, senza rifiuto....

Solo così il sogno dell’essere separato comincerà a sciogliersi, la mia mente malata a guarire, la Verità a risplendere dentro di me, fuori dal sogno...

 

"Non giudicare, perché il tuo giudizio ti lega al sogno, ti frantuma, ti giudica separato dalla tua vera natura, ti fa credere di essere una persona divisa e lontana dalle altre persone e ti condanna all’esilio dalla Realtà."

Non giudicare e sarai liberato dal giudizio, dalla condanna, dall’esilio.

Una nuova Luce si farà strada in te, una nuova Coscienza ti accompagnerà fuori dal sogno, nella Unica, Integra, Completa Realtà.

 

                                                     ***

 

IL FIGLIO DI BRAHMA

 

Un'antica leggenda indiana racconta come Brahma, lo Spirito divino, istruisse i suoi figli nella saggezza. Egli mostrava loro ciò che doveva svilupparsi nel regno divino e li aiutava a liberare i loro poteri divini. Tuttavia c’era una cosa che nel regno divino non poteva mostrare loro: era il regno degli uomini sulla terra.

Brahma condusse dunque suo figlio attraverso tutte le sfere che circondano la terra, finché non arrivarono sulla terra in un luogo dove da moltissimo tempo non pioveva.

Essi traversarono un letto di un fiume prosciugato, nel caldo e nella polvere. Si sedettero infine su una roccia a strapiombo sul fiume, e Brahma domandò a suo figlio di andare a cercare dell’acqua per potersi dissetare. "Non tardare troppo, figlio mio", gli disse.

Questi si mise in cammino. Dopo qualche tempo arrivò davanti a una casetta e bussò alla porta. Un uomo aprì e lo invitò ad entrare. Domandata dell’acqua, la ragazza della casa gli portò una brocca ed egli potè così dissetarsi. Lo si circondò di molto amore di premure e lo si invitò a partecipare ai lavori dei campi e ai lavori di allevamento.

Egli si mise all’opera e dimenticò la sua origine, come pure lo scopo della sua venuta.

In capo a qualche tempo sposò la ragazza della casa, che gli diede due figli. I genitori morirono ed essi si occuparono allora della casa e dei campi.

Un giorno, dopo un periodo molto caldo e molto secco, scoppiò un temporale. Il livello dell’acqua salì e ben presto il letto del fiume non potè contenere la massa d'acqua, che inondò la terra. Il figlio di Brahma, la moglie e i bambini dovettero fuggire e abbandonare tutto. Ma l'acqua che continuava a salire li raggiunse rapidamente. La moglie non potè reggersi in piedi e annegò sotto ai suoi occhi. Con i due bambini sulle spalle egli avanzava lentamente, ma uno dei due figli, trascinato dalla violenza delle acque, annegò. Fu poi la volta del secondo figlio e, mentre egli cercava dir ritrovarlo, l’acqua lo afferrò e lo travolse.Potè però aggrapparsi ad una roccia che spuntava ed issarvisi.

 

Brahma era seduto su quella roccia e gli disse: "Hai tardato, figlio mio, è da un po’ che ti aspetto".

Guardando attorno a sé, vide il letto arido del fiume senza la minima traccia di acqua.
E’ così che imparò a conoscere la terra e gli uomini.

 

***

                                      

VI TEMA

                               

WEI WU WEI

ovvero

 L'UNICA SCELTA

 

Ogni volta che devo compiere un'azione devo prendere una decisione.

Per poter decidere cosa fare devo prima aver osservato le cose, averle giudicate secondo i parametri che ho acquisito nel tempo, aver scelto quella buona e scartato quella non buona.

Finalmente deciderò qual è l'azione che incontra la cosa secondo me buona.

In questo mondo non è infatti possibile vivere e agire senza SEPARARE, GIUDICARE, SCEGLIERE. In questo meccanismo l'ego si struttura e si sente di esistere (scelgo la mia idea e rifiuto la tua...).

Esiste dunque in ogni momento un bivio davanti a me: due strade mi si mostrano.

Una strada mi offre il potere di scegliere sempre quello che ritengo GIUSTO in base ai miei valori e si dirige versi i miei scopi, il mio interesse, il mio benessere.

E' una strada piena di curve ed ostacoli, piena di altri incroci e continue scelte che ogni volta mi fanno sentire in POTERE DI DECIDERE sempre la cosa che ritengo più giusta, dunque di controllare e gestire gli eventi autonomamente.

IO valuto, separo, scarto, scelgo, agisco.

E' la via della mente, la via dell'ego. Viene chiamata anche la via occulta.

 

L'altra è la via diritta.

Viene chiamata TAO, la Via, ed essa prevede solo un'azione: wei wu wei, agire senza agire.

Una volta imboccata non trovo più nessun altro bivio e nessuna curva.

Essa ha un'unica direzione ed io non ho più alcun potere di decidere, alcuna necessità di valutare altre possibilità, né di scegliere secondo i miei personali parametri, i miei interessi. Qui non esiste una direzione giusta ed una sbagliata, non c’è cosa buona e cosa cattiva, non c'è morale, né abitudine, non c’è separazione.

Su questa via in ogni momento, ad ogni passo, mi è dato di compiere quell'unica azione ed essa mi si pone davanti senza alternativa.

L’ego è destabilizzato, terrorizzato si sente sbriciolare. In effetti non ha nessun potere, nessun controllo. Su questa via rimane muto, diventa inconsistente, impotente.

Questa è la via dell’anima, la sua direzione è il mondo REALE (ovvero Regale): è la via del PRESENTE VIVO.

Nessun passato, nessun interesse, NESSUNA INTENZIONE possono interferire: quell'unica azione è il passo giusto al momento giusto, un ATTO PURO.

 

"Con la leggerezza di una piuma che portata dal vento

si appoggia nel luogo Perfetto il quale attende solo lei,

l’azione senza passato e senza scopo realizza un Disegno senza tempo,

da sempre già perfetto e completo."

 

***

 

Quando rinunci a controllare, a giudicare, ad esercitare il potere della scelta, quando senti che non c'è separazione tra il tuo "dentro" ed il "fuori", quando nessuna cosa  viene scartata perché nessuna cosa separata esiste... ecco che nell'Ascolto della tua Voce interiore una SOLA, UNICA intuizione ti mostra UNA SOLA possibile azione, quella perfetta.

Da alcuni viene chiamato l’atto Creativo.

In effetti è un atto che partecipa alla creazione, nel Presente e fiorisce in te, nonostante te, ma non senza di Te.

Esso è il motivo per il quale Esisti, è l'inizio del Risveglio, è il ritorno a Casa.

 

***

 

Dunque ricorda :

-nel sogno esiste l’illusione del controllo e della scelta, nel suo travaglio l’ego  si                 

 assicura CRESCITA ed EVOLUZIONE;

-nella Realtà esiste già Tutto ed il tuo atto puro è il devoto riconoscimento di ciò.

 

In questo mondo che crede al tempo tu hai davanti  la via dell'Ego o quella dell’Anima.

Ma non importa: puoi scegliere ancora a lungo di intrattenerti nell'illusione di agire, controllare, dirigere la tua vita verso le mete che credi di esserti prefissato, ma stai solo sognando, e quello che credi di fare non esiste, le tue fatiche non servono a nulla, le tue ricchezze non rimangono in te, i tuoi sentimenti non sono veri.

La tua Realtà non è toccata da ciò e tu sei al sicuro, da sempre... ma non lo sai.

 

***

 

LA VOCE DEL SILENZIO

 

"Prima che l'orecchio possa udire, deve aver perso la sua sensibilità", deve cioè aver raggiunto il luogo del Silenzio.

 

Infatti, sebbene la voce degli inviati risuoni sempre nel mondo, gli uomini non possono udirla, finché sono assordati dai suoni della vita dialettica.

Anche se l'Altro parla in noi, i suoni che ci circondano, e soprattutto i suoni grossolani che provengono dai sensi e dalle emozioni inferiori, sono così forti che quest'armonia, dolce e delicata, non può essere percepita dal nostro orecchio.

Per questo il silenzio è necessario.

Il cercatore dovrà raggiungere il silenzio, per poter udire il suono della Realtà.

Inizialmente tale silenzio gli darà come una sensazione di insensibilità, a causa della grande quiete che vi regna e dell'imperturbabile tranquillità di cui l'anima diviene cosciente.

Siamo ormai talmente assuefatti a tutti i suoni che ci circondano che, quando percepiamo il silenzio per la prima volta ed esso avvolge per un attimo l'anima, porta con sè un senso di annullamento; è come penetrare in un abisso senza più alcun appoggio e proviamo un senso di totale solitudine, di vuoto assoluto, come se tutto fosse sparito e la vita intera si fosse annientata col cessare dei suoni delle cose viventi.

In quell'istante ci sembra che ogni cosa, compresa la vita stessa dell'anima, sia come sospesa.

E' proprio attraverso "quel silenzio" che risuona la Voce.

Udita una volta nel silenzio, questa Voce potrà essere udita sempre, anche in tutti i rumori del mondo, poiché l’orecchio resterà per sempre sensibile alla sua armonia e nessun suono terrestre sarà più in grado di coprire, neppure per un istante, quell'armonia che ha parlato all'anima.

 

                                                                          Jan van Rijckenborg

 

***

 

 

LA DIMENSIONE DELL’UOMO

 

Pensate come se ogni vostro pensiero fosse impresso in lettere di fuoco nel cielo perché tutto e tutti possano vederlo.

Poiché così in verità accade.

Parlate come se l’intero mondo non fosse altro che un singolo orecchio intento ad ascoltare ciò che dite.

Poiché così in verità è.

Agite come se ogni vostra azione dovesse ricadere sulle vostre teste.

Poiché così in realtà succede.

Desiderate come se ad essere il desiderio foste voi.

Poiché in verità voi lo siete.

Vivete come se il vostro Dio avesse bisogno di voi per vivere la Sua vita.

Poiché così in realtà è.

Un albero non può spingersi al di là delle proprie radici.

L’uomo invece può espandersi nell’infinito, poiché le sue radici sono piantate nell’eternità.

-Il libro di Mirdad-

 

***

 


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